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Sabato 24 Ottobre 2009 11:30 |
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Il partecipare alle primarie del 25 ottobre implica la registrazione nell’Albo degli elettori del PD e quindi il dichiararsi interessati al successo del nostro partito, come premessa indispensabile affinché la destra sia battuta.
Le dichiarazioni di esponenti anche di spicco della destra lombarda, come Romano La Russa e Stefano Maullu, che hanno detto di voler votare alle primarie del partito democratico per Dario Franceschini, debbono quindi essere attentamente valutate dai loro elettori perché dimostrano, una volta di più, quanto a destra non si tenga in conto il dichiarare il falso pubblicamente. Mentre, per tutti coloro che davvero hanno a cuore la costruzione di un’ alternativa alla destra, episodi poco commendevoli come questo debbono essere di sprone a meglio comprendere l’importanza del partecipare, in questo preciso momento, all’elezione dei segretari e degli organi dirigenti del partito democratico.
Seppelliamo i falsi allegroni della destra sotto una valanga di voti per cambiare l’Italia.
Vittorio Angiolini
Candidato alla segreteria regionale della Lombardia |
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Giovedì 22 Ottobre 2009 16:41 |
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Care democratiche e cari democratici, care elettrici e cari elettori,
è vicino l’appuntamento con le primarie del 25 ottobre 2009; un’occasione importante per gli iscritti, per gli elettori del PD (compresi gli stranieri regolarmente soggiornanti ed i giovani con almeno sedici anni di età): partecipare alla costruzione del più grande partito alternativo alla destra, eleggendone i segretari e le assemblee dirigenti, a livello nazionale e regionale.
La proposta che ho avanzato sin dall’inizio per il partito democratico lombardo è chiara e netta: a differenza di Emanuele Fiano e Maurizio Martina, i quali parlano di “miglioramenti”, ritengo che il Governo della Lombardia abbia bisogno di una svolta profonda.
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Mercoledì 21 Ottobre 2009 11:08 |
La Marcia per il Lavoro indetta a Milano per il 24 ottobre 2009, al contrario di quel che annunciato anche attraverso il quotidiano la Repubblica, non è la manifestazione di chiusura della campagna per le primarie di Pierluigi Bersani e Maurizio Martina, ma è un importante appuntamento promosso unitariamente da CGIL, CISL ed altre autonome associazioni per rilanciare i temi dell’occupazione e degli ammortizzatori sociali, nonché della libertà e qualità del lavoro, della formazione.
Come già ho comunicato da giorni ai promotori che mi hanno invitato, insieme a tutti gli altri aderenti alla Mozione di Ignazio Marino della Lombardia ho aderito alla manifestazione e marcerò per il lavoro, in coerenza con un impegno che ho da sempre mantenuto con fatti concreti. Perché sono stato e sarò sempre dalla parte delle forze sindacali, garanti della libertà e della partecipazione dei lavoratori. Ma senza strombazzamenti, confusioni e strumentali appropriazioni nei confronti di autonome iniziative sindacali ed associative da parte di pezzi di partito, che non fanno onore al nostro essere democratici.
Vittorio Angiolini Candidato alla segreteria del PD lombardo per la mozione di I. Marino
Milano, 21 ottobre 2009 |
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Mercoledì 21 Ottobre 2009 06:21 |
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"Nel proseguire la collaborazione già instaurata a suo tempo con l'approvazione dello Statuto regionale, i rappresentanti del partito democratico nel Consiglio regionale lombardo sono quest'oggi venuti in soccorso della maggioranza di Formigoni, in difficoltà nell'approvare la legge sul Consiglio delle autonomie locali (CAL), che non garantisce un'adeguata e paritaria consistenza della rappresentanza dei sindacati dei lavoratori e degli imprenditori. Si tratta dell'ennesimo episodio di immotivata prossimità alla Giunta formigoniana. E' venuto il momento che di questo si discuta in modo trasparente nel partito democratico".
Vittorio Angiolini
Candidato all segreteria regionale PD Lombardia |
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Domenica 18 Ottobre 2009 17:37 |
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Alcuni giorni fa un caro amico in una lettera a www.arcipelagomilano.com spiegava la sua scelta per Bersani riferendosi, positivamente, al suo “stile tardo”. Io posso ben comprendere che giunti ad una certa età, che è anche la mia, la consonanza con uno “stile tardo” possa essere la più immediata, spontanea, logica, cioè, apparentemente, la più naturale. Lo stile è sempre importante, ben oltre la classe …Ma questo modo di spiegare la sua scelta mi ha fatto sussultare; non lo nascondo: mi ha fatto sentire un certo fuoco interiore.
Ma è mai possibile che oggi, a questo punto della nostra storia, di noi milanesi e lombardi, che per 50 anni e oltre, non appena abbiamo avuto l’età della ragione, abbiamo vissuto da vicino, spesso da molto vicino anche quando ce ne siamo stati “al di fuori”, le vicende di questa città e di questa regione, vivendole nel quadro di tutto ciò che succedeva nel mondo e nel Paese, possiamo spiegare una scelta riferendosi allo “stile della persona”?
No, è veramente troppo poco! Non può essere così ! Soprattutto se quello “stile tardo è dentro il presente ma ne è stranamente separato”.
Ecco, è proprio per questo che ho visto in Marino, e confermato in Angiolini, l’unica possibilità che non sia più così. Cioè che dentro il presente non ci sia più uno stile tardo e che, dal presente, non si sia più separati.
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